Sparatoria in un centro disabili in California: almeno 14 morti, caccia al commando in fuga

Blitz a San Bernardino. Killer in fuga, indossavano vestiti militari e maschere da sci

AP

San Bernardino, California: due donne si abbracciano dopo la sparatoria al centro disabili

02/12/2015
FRANCESCO SEMPRINI

Gli Stati Uniti vivono il loro ennesimo «Far west», un nuovo episodio di violenza a mano armata che fa ripiombare il Paese nel terrore e nella rabbia. Questa volta è accaduto a San Bernardino, in California, dove nella mattinata locale, persone armate di fucili d’assalto (a quanto sembra dalle prime testimonianze), hanno fatto irruzione in un centro di servizi sociali, facendo fuoco all’impazzata. Il bilancio della polizia è di 14 morti e altrettanti feriti.

 

CACCIA AL COMMANDO

A diffondere per primi la cronaca della sparatoria sono stati i vigili del fuoco di San Bernardino, mentre le persone ferite venivano trasportate nel vicino pronto soccorso di Loma Linda University Medical Center. La polizia e l’Fbi cercano da uno a tre uomini, sembra di razza bianca, con indosso vestiti e attrezzature militari, giubbetti antiproiettili e maschere da sci: secondo le forze dell’ordine sarebbero ben armati e pericolosi. Per gli inquirenti il gruppo di fuoco aveva come obiettivo proprio l’Inland Regional Center, un centro specializzato nell’assistenza di persone con disabilità, in particolare mentali.

 

 

LE TESTIMONIANZE

Non è chiaro quante persone ci fossero nel centro al momento della sparatoria: il primo racconto arriva da Marcos Aguillera il quale ha subito contattato al telefono la moglie che lavora nel centro. La donna dice di aver visto un uomo armato irrompere in una zona vicina al suo ufficio e aprire il fuoco. «Un a persona armata è entrata nel centro e ha iniziato a sparare. – ha riferito la donna – Ho visto corpi a terra». Sul posto sono giunte le squadre speciali Swat, che sono entrate dentro il centro e avrebbero setacciato acercandoli in ogni stanza del complesso a caccia degli sparatori, che però hanno fatto in tempo a fuggire a bordo di un Suv di colore scuro. Poco dopo la fuga è stato fatto brillare il pacco sospetto trovato in un edificio vicino alla zona della sparatoria: gli artificieri hanno usato un robot per far esplodere il pacco.

 

OBAMA INFORMATO

«Ci sono troppe sparatorie, ora basta. Il Congresso deve fare di più per prevenire la violenza delle armi da fuoco», ha commentato il presidente americano, Barack Obama. «Abbiamo una no-fly list per le persone che non possono salire sugli aerei, ma le stesse persone possono entrare in un negozio e acquistare un’arma. Questa legge deve essere cambiata» perché «c’è una frequenza di sparatorie di massa in questo Paese che non ha uguali in nessun altro posto al mondo». Sulla scia dei fatti di Parigi anche negli Usa i timori sono molto forti circa un attentato terroristico di matrice islamica, anche se a quanto sembra in questo caso le motivazioni siano completamente diverse. A creare maggior scompiglio tuttavia è stata la notizia di un’altra sparatoria avvenuta in Carolina del Nord il cui autore è braccato dalle forze dell’ordine.

 

 

12 MILA PERSONE UCCISE DA ARMI DA FUOCO IN USA DA INIZIO 2015

Quanto accaduto a San Bernardino segue di pochi giorni un altro grave fatto di sangue, quello di Colorado Springs, dove Robert Lewis Dear, un fanatico anti-abortista, ha fatto irruzione in un centro di pianificazione familiare uccidendo tre persone, tra cui un agente di polizia, e ferendone molte altre. Un altro episodio da «far west» in cui la circolazione selvaggia delle armi da fuoco ha una responsabilità inconfutabile, come è stato ribadito più volte dallo stesso Barack Obama. Sono oltre 12 mila le persone uccise da armi da fuoco dall’inizio del 2015 negli Usa, oltre 300 le stragi consumate. Anche Hillary Clinton è intervenuta con toni forti sulla vicenda subito dopo aver appreso di quanto accaduto a San Bernardino. «Bisogna agire per fermare la violenza con le armi subito», ha detto la front-runner alle primarie democratiche.

 

LA RESISTENZA DELLE LOBBY

La crociata per la regolamentazione della circolazione di fucili e pistole negli Stati Uniti si scontra tuttavia con l’opposizione della lobby delle armi, la potente Nra, e di una parte del mondo politico per lo più repubblicano. E con una certa opinione pubblica che invoca il Secondo emendamento della Costituzione per rivendicare il diritto alla difesa personale. Un muro di gomma su cui si sono infranti tutti gli sforzi di Obama di dare una stretta al «far west» di pistole e fucili, sin dal suo primo giorno alla Casa Bianca. Ma che, a circa un anno dalla fine del suo mandato, rischia di rivelarsi la grande riforma incompiuta della sua doppia amministrazione.

 

MAPPA – IL LUOGO DELLA SPARATORIA

 

Fonte: https://www.lastampa.it/2015/12/02/esteri/diversi-feriti-in-una-sparatoria-in-california-TbRTmjdYExyMsCXrcFGTzO/pagina.html

 

 

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