Come Uscire dalla Depressione? 6 Suggerimenti Pratici!

Uscire dalla depressione

 

Depressione:

un termine che ci suscita inquietudine e che sentiamo sempre più di frequente, si tratta infatti di una vera e propria piaga sociale.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità la depressione rappresenta uno dei maggiori problemi di salute della nostra società.

In Italia circa 8,5 milioni di persone soffrono di disturbi depressivi.

Nel mondo colpisce oltre 350 milioni di persone. Secondo una stima dell’OMS, nel 2020 la depressione sarà la malattia più diffusa nel mondo.

Nonostante questi dati a dir poco allarmanti, purtroppo c’è ancora poca consapevolezza e vergogna a parlarne. 

Capita ancora di sentire frasi del tipo: “Non capisco perché sei depresso: hai tutto quello che vuoi!”, “Pensa a chi sta peggio, a chi non ha nemmeno da mangiare, a chi sta male veramente”.

Se hai sofferto di depressione o se hai persone care che ne soffrono, saprai benissimo che questo male oscuro non è da prendere alla leggera ma non è ancora accettato e compreso pienamente.

La depressione è una malattia che si tende ancora a nascondere e di cui ci si vergogna, rivelarla ci fa sentire ancora più indegni.

Questo porta molto spesso a non prendere sul serio i primi sintomi della depressione, un atteggiamento deleterio, perché, lei, la depressione, si farà comprimere per un po’ ma prima o poi esploderà fino a diventare una depressione clinica, una vera e propria patologia.

A questo punto la situazione diventa molto delicata, perché l’unica cosa che possiamo fare è rivolgerci a un medico.

Come riconoscere i sintomi della depressione?

I primi sintomi si manifestano con una strana sensazione di estraneità verso ciò che siamo e ciò che facciamo. Una sorta di senso di vuoto, di inadeguatezza, come se ci sentissimo “fuori posto”.

Ti è mai capitato di porti all’improvviso queste domande: “Cosa ci faccio qui? Cosa sto facendo?”, così, senza un motivo preciso, in un giorno come tanti, mentre fai qualcosa di consueto, che fino al giorno prima aveva un senso ben chiaro.

È una sensazione molto sgradevole e istintivamente la cacciamo via, ma lei non tarda a ripresentarsi con forza sempre maggiore, e sempre più spesso ci troviamo a chiederci “Che senso ha tutto questo?”

Se le dessimo ascolto fin da subito e cambiassimo qualcosa nella nostra vita, non tornerebbe più.

Ma spesso, presi dal vortice delle nostre attività quotidiane, ignoriamo questi segnali e la depressione si fa strada nella nostra vita, finché ci ritroviamo in uno stato di prostrazione e profondo abbattimento psicologico che pervade le nostre giornate, i mesi, gli anni.

Con il tempo si presentano anche i sintomi fisici: una forte e continua stanchezza,disturbi del sonno e dell’appetito.

L’emotività diviene sempre più labile.

E’ come vedere il mondo attraverso degli occhiali con delle lenti scure: tutto sembra più grigio e difficile da affrontare, anche alzarsi dal letto al mattino o fare una doccia.

Ogni giorno che passa ci sentiamo più fragili, smarriti, vivere diventa un peso, un dovere del tutto privo di interesse.

La depressione si insinua tra le pieghe di ogni gesto, anche del più banale, svuota ogni cosa di significato.

 

Come uscire dalla depressione ancora prima di entrarci?

 

1. Chiedi aiuto

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Non resistere in silenzio a denti stretti. Non banalizzare i sintomi e sentiti in diritto di chiedere aiuto. E’ vitale rivolgersi a qualcuno che possa sostenerti.

La prima persona a cui puoi rivolgerti è il tuo medico di fiducia o ancora meglio uno psicologo dell’azienda sanitaria locale della tua città. Lui potrà aiutarti a capire se effettivamente si tratta di depressione e indirizzarti verso uno specialista che potrà aiutarti.

 

2. Accetta la depressione nella tua vita

Non opporti alla depressione, non contrastarla in tutti i modi, accettala e lascia che il dolore faccia il suo lavoro.

Ricorda che il dolore non è mai inutile e porta sempre a una trasformazione profonda e salutare, al sorgere di una nuova consapevolezza.

La depressione è spesso affrontata solo come un disturbo invalidante, di cui vergognarsi e da far tacere il prima possibile per tornare a stare bene.

E’ solo attraverso l’accettazione che si creano le condizioni necessarie per imparare dalle esperienze, aumentare le nostre capacità ed evolvere.

Attenzione però, accettazione non significa rassegnazione.

La rassegnazione è un atteggiamento passivo, rassegnarsi significa sopportare e chiuderci in noi stessi.

Accettare invece significa prendere atto di come stanno le cose, riconoscere ciò che sta accadendo e smettere di nascondere la testa sotto la sabbia.

Perché non iniziare a vedere la depressione, invece che come un disagio invalidante, un’occasione che la vita ci offre per riflettere sull’andamento delle cose?

 

3. Riequilibra l’esteriorità e l’interiorità

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Già nel 200 d.C. il filosofo neoplatonico Plotino, poneva l’accento su un argomento molto attuale. A proposito degli uomini del suo tempo si esprimeva così:
troppo sbilanciati all’esterno, soffocati dall’esteriorità, collegati da mille vincoli alle attrattive del mondo, sono talmente distratti da smarrire il proprio percorso e si consegnano a un’infelicità esistenziale”, quella che oggi consideriamo depressione.

Plotino affermava che sotto la scorza dell’uomo esteriore se ne nasconde un altro: l’uomo naturale, colui che incarna la nostra essenza, il più vicino alla nostra autentica natura.

L’autenticità di ognuno di noi si trova nel buio del nostro essere, e non nel lato visibile.

Se tornassimo ad ascoltare la voce del nostro uomo naturale, potremmo mantenere la rotta senza dubbi e incertezze, grazie alla naturale fiducia in noi stessi e tenere quindi lontana la depressione.

Tutti noi ci affanniamo quotidianamente per comporre il puzzle della nostra vita nella maniera più perfetta: siamo attenti al tassello del lavoro, a quello del matrimonio, delle amicizie, ma a volte può capitare che, terminato il puzzle rimaniamo delusi, quando scopriamo che manca l’ultimo tassello: noi stessi, le nostre vere esigenze.

Abbiamo costruito quel puzzle con tanta fatica e impegno ma lo abbiamo costruito solo basandoci sui giudizi esterni, lo abbiamo costruito perché piacesse a tutti, ma se non piace a noi, quel puzzle è completamente inutile.

Spesso la depressione entra nelle nostre vite per impedirci di proseguire i nostri progetti, ci trattiene in uno stato di vuoto, di buio, di silenzio, spegnendo apparentemente tutte le nostre energie.

Arriva per interrompere la costruzione di quel puzzle sbagliato e per rimetterci in contatto con la nostra interiorità, la sola che può farci da guida.

“Approfitta” di questa situazione e liberati una volta per tutte dagli inutili giudizi altrui, da tutto ciò che non ti serve, e dai progetti e dalle ambizioni che non sono realmente tue.

 

4. Dai un nome alla tua depressione.

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Come abbiamo visto Winston Churchill chiamò la sua depressione “cane nero”.

L’ha trasformata in un animale domestico, facendo sì che una situazione difficile diventasse controllabile.

Assegna anche tu un nome alla tua depressione. Questo ti aiuterà a percepire la depressione come una condizione e non una definizione di quello che sei.

Dire a te stesso una frase di questo tipo “Il mio cane nero mi fa sentire triste oggi” piuttosto che “Sono sempre e irrimediabilmente triste”, suona molto diverso, soprattutto al tuo cervello, che ti permetterà di non sentirti un tutt’uno con la depressione.

 

5. Fai ricerche sulla depressione e impara tutto quello che puoi sul disturbo

Sapere è importante per assicurarti del fatto che la depressione è qualcosa di reale, che va trattata in maniera seria e che esistono diversi modi per sconfiggerla.

Una comprensione reale della malattia ti permetterà di superare le tue paure e le tue preoccupazioni e ti la consapevolezza che puoi superare la depressione. 

 

6. Come combattere la depressione se “tocchi il fondo”

… Usa il fondale come piattaforma di lancio!

Lo stato di grave prostrazione a cui ci porta la depressione, ci costringe a confrontarci con gli aspetti più oscuri e segreti della nostra anima.

Scendiamo così in profondità, nei sotterranei della nostra anima, che ad un certo punto avvertiamo la sensazione di sprofondare sempre più in basso fino a “toccare il fondo”.

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Si tratta di un breve ma preziosissimo momento in cui possiamo decidere o di distendersi su quel fondale attendendo la morte dell’anima o, viceversa, se trasformare quello stesso fondale in una piattaforma di lancio da cui ripartire ed emergere.

Chiunque abbia avuto la capacità di superare una depressione, anche profonda, sa che il momento in cui capiamo di aver toccato il fondo può diventare una fase estremamente creativa, di rinascita.

E tu? Hai mai avuto problemi di depressione? Conosci da vicino il “cane nero”?

Se te la senti raccontaci la tua esperienza e condividila con il pubblico del blog, lasciando un commento qui sotto.

Ti sentirai meno solo.

http://omnama.it/blog/come-uscire-dalla-depressione-6-suggerimenti-per-te

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