Nuova allerta, batteri antibiotico-resistenti: carne di maiale, un terzo è contaminata

Claudio Schirru

Fonte immagine:Foto di RitaE da Pixabay

Allerta antibioticoresistenza per la carne di maiale, a lanciarlo Greenpeace Austria secondo la quale un terzo è contaminata.

Nuova allerta di Greenpeace per quanto riguarda gli alimenti contaminati da batteri resistenti agli antibiotici. Da un’indagine condotta dagli attivisti austriaci anche la carne di maiale sarebbe risultata a rischio per quanto riguarda tale minaccia.

Secondo quanto rivelato da Greenpeace Austria la presenza di batteri antibiotico-resistenti sarebbe stata registrata in 5 casi sui 14 campioni di carne di maiale analizzati tra braciole, macinato e cotolette. Sono stati individuati nello specifico germi di ESBL (un particolare ceppo di E. Coli) o MRSA, uno Staphylococcus aureus resistente al trattamento con meticillina. Due elementi analizzati hanno mostrato entrambe le tipologie di batterio.

Antibiotico-resistenza ucciderà 450 mila italiani entro il 2050

Greenpeace Austria mette nel mirino l’utilizzo eccessivo di antibiotici all’interno di quelli che sono gli allevamenti intensivi, che secondo l’associazione ambientalista favorirebbero la diffusione di batteri resistenti a tali trattamenti farmacologici. Proprio tale minaccia costerebbe ogni anno, nella sola Unione Europea, la vita a circa 33mila cittadini.

Alcuni maiali in un allevamento

Riguardo l’antibioticoresistenza è intervenuta anche l’OMS. Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità i batteri resistenti agli antibiotici rappresenteranno nel 2050 la prima causa di mortalità nel mondo. Oltre 450mila gli italiani a rischio, mentre la cifra a livello mondiale è di circa 2,4 milioni di persone. Queste le dichiarazioni rese nelle ultime settimane da Massimo Scaccabarozzi, presidente Farmindustria, nelle quali viene indicata l’Italia come uno dei Paesi più colpiti:

Quello della resistenza agli antibiotici è un problema già presente e soprattutto di portata globale, anche se sappiamo che l’Italia è già uno dei Paesi più colpiti, insieme a Grecia e Portogallo.

Fonte: https://www.greenstyle.it