Addio a Nadia Toffa. Da Le Iene alla lotta pubblica contro il tumore, la sua vita in 10 tappe

La conduttrice e inviata de «Le Iene» è scomparsa a 40 anni, dopo avere a lungo lottato contro un cancro. Aveva 40 anni. Da sempre appassionata di giornalismo d’inchiesta, dal 2016 era anche conduttrice del programma Mediaset

«Ho sempre creduto che la vita fosse disporre sul tavolo, nel miglior modo possibile, le carte che ti sei trovato in mano. Invece all’improvviso ne arriva una che spariglia tutte le altre, e la vita è proprio come ti giochi quell’ultima carta». Nadia Toffa l’aveva voluto scrivere nella prima pagina del suo libro, Fiorire d’inverno, in cui aveva deciso di raccontare la malattia. La conduttrice e inviata de Le Ienepurtroppo non ce l’ha fatta. A dare la notizia della sua scomparsa, il 13 agosto, un messaggio condiviso sui profili social del programma«Ciao Nadia, niente sarà più come prima».

Nata a Brescia nel 1979, dopo quattro anni di gavetta nella televisione locale della sua città, Retebrescia, nel 2009 era diventata inviata de Le Iene. Da sempre in prima linea, caparbia, «guerriera», le sue inchieste sono state trasversali: dalle truffe ai danni del Servizio Sanitario Nazionale, alla pedofilia online e allo smaltimento illegale dei rifiuti in diverse zone d’Italia. Il 2015 era stato l’anno del debutto in Open Space. Per diventare anche conduttrice de Le Iene dall’anno successivo: «La conduzione mi diverte moltissimo», aveva rivelato all’epoca,«Sono una persona facile alla noia e, in quanto tale, alla costante ricerca di nuovi stimoli. Mi piace sperimentare, mi piace la diretta e quell’aria di famiglia che si respira in studio».

Le Iene le ha sempre definite una vocazione più che un lavoro: «Sono sempre me stessa, se sono iena in video, lo sono anche nella vita», ci aveva raccontato nel 2016, «Se sono a cena e si parla di un argomento che mi interessa, mi indigno anche a tavola, senza le telecamere. Per me questo non è un lavoro, infatti da quando ho iniziato le Iene non riesco a fare nient’altro. Ho sempre sciato, e oggi non lo faccio più. Mi piaceva andare in bici, e adesso basta..».

Di essere malata l’ha scoperto all’improvviso, dopo un malore arrivato nel dicembre 2017 mentre si trovava a Trieste per un servizio di lavoro. Una battaglia, la sua, che terapia dopo terapia ha deciso di rendere pubblica. Tra le cure e la vita normale, il più possibile; e poi gli effetti collaterali, le pause forzate, le rinunce e il dolore. Nadia l’ha voluto mettere nero su bianco nel suo libro, uscito lo scorso 9 ottobre per Mondadori, che per lei è stato un inno alla vita e alla lotta: «Vorrei dire alle persone che ci guardano da casa di non mollare mai perché non sono sole».

Le è capitato anche di essere attaccata per aver definito la malattia «un dono», ha poi voluto precisare: «Ovviamente è una sfiga, ma che ho saputo trasformare in un dono», aveva spiegato, «per quel che riguarda la forza che ha saputo tirarmi fuori». Anche nei momenti più difficili, come la perdita dei capelli («Sì ma poi ricrescono, non si rimane pelati a vita»), le varie operazioni («Non sono guarita, sono qui viva e continuo le terapie»), affrontate il più possibile col sorriso.

L’ultimo post l’ha scritto lo scorso primo luglio, senza entrare nei dettagli, solo un saluto ai suoi due milioni di follower, fan, amici: «Io e Totò unite contro l’afa», aveva fatto sapere, abbracciata al suo cane, «Vi bacio tutti, tutti». Il saluto più difficile lo firma la sua redazione: «E forse ora qualcuno potrebbe pensare che hai perso, ma chi ha vissuto come te, non perde mai. Hai combattuto a testa alta, col sorriso, con dignità e sfoderando tutta la tua forza, fino all’ultimo, fino a oggi. D’altronde nella vita hai lottato sempre.  Hai lottato anche quando sei arrivata da noi, e forse è per questo che ci hai conquistati da subito. È stato un colpo di fulmine con te, Toffa. È stato tanto facile piacersi, inevitabile innamorarsi, ed è proprio per questo che è così difficile lasciarsi. Il destino, il karma, la sorte, la sfiga ha deciso di colpire proprio te, la nostra Toffa, la più tosta di tutti, mentre qualcuno non credeva alla tua lotta, noi restavamo in silenzio e tu sorridevi […]. Ed ecco le Iene che piangono la loro dolce guerriera, inermi davanti a tutto il dolore e alla consapevolezza che solo il tuo sorriso, Nadia, potrebbe consolarci, solo la tua energia e la tua forza potrebbero farci tornare ad essere quelli di sempre. Niente per noi sarà più come prima».

Ciao, Nadia.

Fonte: https://www.vanityfair.it