Il cane Ignazio sparato e investito. Il sindaco di Norbello: «Mi vergogno»

SARDEGNA

Il maremmano trovato nella campagne in provincia di Oristano. E’ stato portato nella clinica veterinaria Duemari, dove era stato curato anche il cane Palla, e operato d’urgenza

di Silvia Morosi

La storia di Ignazio, il cane investito e picchiato. Il sindaco di Norbello: «Mi vergogno»

Gli hanno sparato, lo hanno investito e lo hanno anche picchiato. Il cane, un vecchio maremmano, è ora ricoverato nella Clinica veterinaria Duemari di Oristano, dove in passato era stato curato anche il cane Palla. L’animale è stato sottoposto a un intervento chirurgico per medicargli le ferite, compresa la perforazione di un polmone. A ritrovare l’animale, in fin di vita, sono state alcune persone alla periferia del centro abitato di Norbello, accanto alla chiesa di Sant’Ignazio. «Siamo disperati . Se sopravvive lo chiameremo Ignazio, dal luogo dove è stato soccorso da Nicola, sperando che si trovino adottanti per i nostri cagnoni bianchi», scrivono i veterinari su Facebook, mostrando alcune foto dell’animale. A commentare la vicenda è stato anche il sindaco di Norbello, Matteo Manca: «Questo povero cane è stato ritrovato nelle campagne di Norbello… ora si trova in clinica per essere curato. È stato investito, sparato e probabilmente picchiato…. non ho neanche parole per descrivere lo schifo che provo e la vergogna di far parte della razza umana come il bastardo vigliacco che ha fatto questo».

L’operazione e l’appetito tornato

Dopo l’operazione d’urgenza, «Ignazio ha ritrovato la voglia di mangiare . Le sue condizioni sono sempre critiche , il suo polmone sembra tenere dopo la chirurgia di ieri . Ma il fatto che l’appetito sia tornato .. lascia ben sperare», hanno scritto in un secondo post i veterinari, raccontando che l’animale «non tollera stare rinchiuso e nonostante la fatica, mostra una forza incredibile».

Nel 20127, sempre alla Clinica Duemari, erano stati salvati Palla e Freccia. La prima, una cucciola di pittbull, era stata trovata in fin di vita con un laccio stretto al collo; il secondo, un simil segugio, era stato trafitto dall’arpione di un bracconiere. Entrambi ora sono testimonial contro i maltrattamenti sugli animali.

Fonte: https://www.corriere.it