Inghilterra, aggredita perchè lesbica pubblica le foto della sua faccia insanguinata: “Aiutatemi a trovare i colpevoli”

Inghilterra, aggredita perchè lesbica pubblica le foto della sua faccia insanguinata: "Aiutatemi a trovare i colpevoli"
 Una delle foto pubblicate sabato 11 gennaio su Facebook sopo l’ultima aggressione 

Una ventenne presa a pugni e lasciata a terra nel sangue denuncia: “E’ la quinta volta che accade”.

17 gennaio 2020E’ stata aggredita cinque volte e sempre per lo stesso motivo: la sua sessualità. Dopo la quinta aggressione  ha deciso di pubblicare sui social le foto del suo volto, con i segni e il sangue lasciati dalle percosse ben visibili. La sua speranza: che i suoi aguzzini vengano arrestati. La storia arriva dal Nord dell’Inghilterra, dalla città di Sunderland, e la protagonista è la ventenne Charlie Graham. La sua unica colpa, denuncia, è essere lesbica.

L’ultimo attacco è avvenuto lo scorso sabato, 11 gennaio: la ragazza è stata assalita alle spalle da due persone e colpita con un pugno. Le ferite alla testa e alle ginocchia sono ben visibili nelle foto messe online, dove Graham denuncia l’attacco e si dice preoccupata per il fatto che non si tratta del primo episodio di violenza. La polizia sta indagando e “non crede che gli episodi siano collegati”, ha spiegato la ragazza sul post diffuso online.

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In un’intervista rilasciata al Daily Star, Charlie Graham ha raccontato nel dettaglio l’aggressione: “Sono stata colpita da un pugno dietro la testa”. Il colpo l’ha fatta cadere a terra “ferendosi le gambe e il viso”, spiega. “Ho provato a rialzarmi, ma mi hanno spinto di nuovo e sono caduta a terra. Poi i due giovani sono scappati. Mi hanno lasciato a terra sanguinante e spaventata”.

La ragazza oltre al dolore per le ferite, sta soffrendo per gli attacchi di panico, ha raccontato, e ora ha paura ad uscire di casa perchè teme che il prossimo attacco possa essere peggiore. Anche a casa non riesce a stare tranquilla, racconta: “Se scoprono dove vivo”, potrebbero “entrare dalla porta” per aggredirmi.

Fonte: https://www.repubblica.it