Dopo 30 anni, in India si torna a vedere l’Himalaya innevato anche a 200 Km di distanza

 Maria Grazia Cantalupo

Il cielo indiano torna a respirare e si dipinge di azzurro

Con il lockdown attivo a partire dal 22 marzo, l’India si è fermata e 1,4 miliardi di persone si sono chiuse nelle loro case a osservare il mondo dalla finestra. Ma i paesaggi a cui gli indiani erano abituati fino a qualche giorno fa sono cambiati e hanno assunto nuove sfumature di colori.

Secondo i più recenti dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’India detiene il triste primato di essere il Paese con le 10 città più inquinate al mondo, superando la vicina Cina. L’inquinamento è la quarta causa di morte nel paese e i decessi sono aumentati vertiginosamente negli anni, passando dalle 737.400 morti del 1990 ai 1,09 milioni del 2015 per giungere alle circa 7 milioni di morti premature nel 2019.

L’India è praticamente quasi sempre avvolta da una coltre grigia, una nube perenne soffocante, che toglie il respiro. Il colore dominante è il grigio smog e la maggior parte delle persone indossavano le mascherine anche prima della diffusione del coronavirus, per evitare di ingerire polveri sottili.
Si dice che respirare l’aria della città di Delhi equivalga a fumare 50 sigarette al giorno.

L’inquinamento in India non è provocato soltanto dalle emissioni rilasciate dalle industrie o dalle centrali a carbone, ma anche dal traffico disordinato e incessante di auto e camion, dall’onnipresente carbonella usata per alimentare fornelli e stufe e dai fumi prodotti dagli incendi per sbarazzarsi della quantità eccessiva di spazzatura e rifiuti di plastica.

L’Himalaya come non l’avete mai visto

Tuttavia, una buona notizia c’è: il blocco totale imposto nelle città indiane ha rappresentato una tregua per Madre Natura che, finalmente, è tornata a respirare. L’aria è più pulita e le percentuali di inquinamento atmosferico si sono abbassate, tanto che è possibile vedere il cielo azzurro.

Soltanto a Delhi c’è stata una riduzione di più del 44% di PM10 tra il 22 e il 23 marzo.

Ma lo scenario che ha destato più meraviglia e scalpore è quello dell’Himalaya innevato visibile anche a 200 Km di distanza e, più precisamente, nel distretto di Jalandhar, nello Stato federato del Punjab.

Uno spettacolo unico, che toglie il fiato per la bellezza e lascia a bocca aperta, poiché inaspettato e impossibile da osservare da oltre 30 anni.

Possiamo osservare le montagne ricoperte di neve dai nostri terrazzi. E non solo: di notte si vedono le stelle. Non ho mai visto nulla di simile negli utlimi tempi”, spiega Balbir Singh Seechewal, un militante ambientalista che tenta di smuovere le coscienze collettive sul problema dell’inquinamento atmosferico da circa 30 anni.

Sui social le immagini dell’Himalaya ricoperto di neve si sono diffuse velocemente, così come i commenti della popolazione incredula di fronte a un’immagine del genere.

Non avrei mai potuto immaginare di avere un mondo così pulito intorno a me. L’inimmaginabile è diventato realtà e dimostra che nulla è impossibile. Dobbiamo lavorare insieme per mantenerlo così” continua Seechewal.

Anche in questi casi, la letteratura ci insegna che, dopo viaggi estenuanti in meandri bui e sconosciuti, è possibile risalire a galla e rivedere la luce. “E quindi uscimmo a riveder le stelle”. Dante docet.

Fonte: https://www.peopleforplanet.it