Il passaporto verde svuota i cinema, gli spettatori crollati del 90%

di Alberto Bruzzone

Hanno retto le arene con programmazioni più adulte, mentre le sale con film destinate ai ragazzi sono deserte.

08 AGOSTO 2021 2 MINUTI DI LETTURA

«Perdere l’agosto al cinema, specialmente l’ultimo week end del mese, equivale a perdere il periodo di Natale. E, purtroppo, è quello che succederà, se i primi dati che abbiamo visionato saranno confermati». I dati sono quelli della piattaforma Cinetel, che è riservata in via esclusiva ai gestori dei grandi schermi, mentre a parlare è Alberto Passalacqua, che guida le sale di Rapallo, Santa Margherita Ligure, Sestri Levante (sia al chiuso che all’aperto) e Novi Ligure e che, in questi anni, è presidente della sezione ligure dell’Anec, ovvero l’Associazione Nazionale Esercenti Cinema.
Quando, ieri mattina, i gestori hanno fatto accesso al portale Cinetel, hanno avuto la conferma di quanto osservato già in fase di bigliettazione: ovvero che tra la giornata di giovedì 5 agosto, l’ultima senza obbligo del green pass, e la giornata di venerdì 6 agosto, la prima con l’obbligo del green pass, sia per le sale all’aperto che per le arene estive, il calo — o meglio il crollo — degli spettatori è stato da un minimo del 70% a un massimo del 90%, con medie dell’80% non soltanto in Liguria, ma un po’ in tutta Italia. Se musei, ristoranti e bar paiono aver tutto sommato retto all’impatto del nuovo ‘passaporto verde’, a farne le spese sono i cinema, un settore che già se la passava malissimo e per il quale questa mazzata potrebbe essere qualcosa di impossibile da contenere.

Passalacqua non ha dubbi: «La proposta da un giorno all’altro non è cambiata, a livello di titoli. Quindi è chiaro che questa variazione di ingressi è dovuta solo e soltanto al green pass, anche perché solitamente tra il giovedì e il venerdì il numero degli spettatori è in aumento, mentre in questo caso è calato drasticamente». Secondo Passalacqua, «hanno retto quelle arene che programmavano film per un pubblico già più adulto, come ad esempio Nomadland o The Father. E questo perché parliamo di una fascia d’età che ha ricevuto prima e seconda dose già da un pezzo, quindi è in regola con il green pass. Ma se scendiamo d’età, è un vero disastro».

Il presidente di Anec Liguria cita cinque titoli ‘giovani’: «Sono ‘Suicide Squad, Jungle Cruise, Fast and Furious, Me contro te e Come un gatto in tangenziale: pellicole in programmazione o di prossima uscita, che vanno a interessare un pubblico di under 30. Qui registriamo i dati peggiori, perché gran parte di queste persone non sono vaccinate, oppure hanno fatto la prima dose nei giorni scorsi e saranno in regola con il green pass tra dieci giorni, se va bene. Noi esercenti siamo esterrefatti, perché il ‘passaporto verde’ all’aperto è un fatto inaccettabile».
Ci sono sale che sono passate dalle ottanta persone al giovedì alle otto del venerdì. I due multiplex genovesi, The Space e Uci Fiumara, sono le strutture che hanno sofferto maggiormente, in quanto frequentate quasi interamente da giovani: qui il calo è del 90%. «Abbiamo fatto pressioni sul ministro Franceschini come categoria, nelle scorse settimane, ma non siamo stati ascoltati — commenta Alberto Passalacqua — Stiamo facendo da cavie del green pass, ma voglio ricordare che al cinema erano già in vigore tutte le norme relative alla sanificazione, alla misura della temperatura corporea, all’obbligo di mascherina e al distanziamento, tant’è vero che non ci sono casi di contagi, né tantomeno di focolai, riconducibili a strutture cinematografiche. Tant’è, siamo finiti nel mirino e siamo una delle categorie più penalizzate». Il presidente di Anec Liguria promette «battaglia, perché non possiamo stare a guardare. Perdere agosto significa perdere il secondo mese dell’anno per incassi, dopo gennaio. Qualcuno dovrà rendersene conto e trovare il modo di risarcire il nostro ammanco».
Quanto successo in Italia nelle ultime ore ricalca da vicino l’esperienza della Francia: pure qui, con l’introduzione del green pass, a soffrire di più è stata la categoria degli esercenti cinematografici, con cali tra il 50% e il 70%: «In più — conclude Passalacqua — facciamo la parte dei ‘cattivi’ perché chiediamo green pass e documento. Qualche nostra esercente è stata insultata e offesa, per aver chiesto il green pass in un’arena estiva. Noi ce l’abbiamo messa tutta, ma evidentemente prevale una grande confusione».

Fonte: qui

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: