Vaticano, 3 guardie svizzere no vax rifiutano il vaccino e si dimettono

di Gian Guido Vecchi

Dal primo ottobre in Vaticano è scattato l’obbligo del Green Pass. Il portavoce Urs Breitenmoser: «Altri tre sono stati sospesi in attesa della fine del ciclo di vaccinazione»

desc img

Chi entra nel più antico e piccolo corpo militare del mondo, nato sotto Giulio II nel 1506 con la missione di proteggere il Papa, formula un giuramento solenne: «Giuro di servire fedelmente, lealmente e onorevolmente il Pontefice regnante e i suoi legittimi successori, di dedicarmi a loro con tutte le forze, sacrificando, se necessario, anche la mia vita in loro difesa».

No vax

L’ideologia no vax, tuttavia, può essere più forte della vita: tre guardie svizzere, scrive il quotidiano «La Tribune de Genève», hanno preferito dimettersi piuttosto che vaccinarsi.

Dal 1 ottobre, in Vaticano, è scattato l’obbligo di Green Pass — una certificazione verde o in alternativa un tampone molecolare o antigenico a spese dell’interessato — e il «decreto generale» firmato dal Segretario di Stato Pietro Parolin ha stabilito che «il personale sprovvisto delle necessarie certificazioni non può accedere al posto di lavoro e dovrà essere considerato assente ingiustificato».

Tra le guardie svizzere pontificie, 135 uomini, erano rimasti in sei a non essere vaccinati. Il portavoce Urs Breitenmoser ha confermato che tre di loro hanno scelto «su base volontaria» di abbandonare il servizio, mentre altri tre hanno infine accettato e «sono stati temporaneamente sospesi dalle loro funzioni fino alla fine del ciclo di vaccinazione».

In caserma

Del resto, ha aggiunto, «è una misura che si adegua a quella di altri corpi d’armata nel mondo».

Nel caso delle Guardie svizzere, il Vaticano ha ritenuto che il tampone antigenico non potesse bastare e fosse obbligatoria la vaccinazione: gli svizzeri vivono assieme in una caserma nel territorio vaticano, sorvegliano gli ingressi e sono sempre a contatto con il Papa e i suoi ospiti, un test nelle ultime 48 ore non rivelerebbe contagi recenti e insomma il vaccino è più sicuro. Di ritorno dalla Slovacchia, il 15 settembre, lo stesso Francesco — che è vaccinato subito: prima dose Pfizer il 13 gennaio, richiamo il 3 febbraio — aveva spiegato ai giornalisti che «in Vaticano sono tutti vaccinati, tranne un piccolo gruppetto che si sta studiando come aiutare» e «anche nel collegio cardinalizio ci sono alcuni negazionisti», concludendo: «Hanno paura, bisogna chiarire con serenità».

Fonte: Qui

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: